Valutazione dei rischi da videoterminale con VIRA 2.0
Una guida operativa per ufficio, lavoro da remoto e modalità ibrideUn percorso ergonomico multilivello che collega condizioni di lavoro, misure preventive ed evidenze di effetto per orientare decisioni verificabili.
Una valutazione costruita sul lavoro reale
Una postazione conforme rappresenta soltanto una parte del quadro. Tempi, compiti, software, richieste visive, organizzazione, possibilità di movimento e modalità di lavoro concorrono a definire l’esperienza quotidiana di chi usa il videoterminale.
VIRA 2.0 organizza queste informazioni in un percorso leggibile: parte da uno screening integrato, rende esplicite le priorità e indica dove concentrare approfondimenti e interventi.
Quattro prospettive sulla stessa attività
Le aree restano distinte nei risultati, ma vengono interpretate insieme per evitare letture frammentarie.
MSK
Carico muscoloscheletrico
Assetto della postazione, appoggi, periferiche, posture mantenute, ripetitività e variabilità dei compiti.
OV
Impegno oculo-visivo
Illuminazione, riflessi, leggibilità, caratteristiche dello schermo, regolazioni e richieste del compito visivo.
PSY
Fattori psicosociali
Carico e ritmo, chiarezza dei ruoli, supporto, feedback, interruzioni, tecnologie e usabilità dei sistemi.
MET
Componente metabolica
Tempo seduto, continuità dell’esposizione, micro-pause, alternanza posturale e opportunità di movimento.
Dal dato all’azione
Il percorso in sei passaggi
La sequenza mantiene tracciabili fonti, criteri e responsabilità. Il risultato diventa così utile al confronto fra datore di lavoro, RSPP, medico competente, lavoratori e progettisti.
- Definire il perimetro: gruppi, compiti, sedi e modalità di lavoro.
- Raccogliere evidenze: documenti, osservazione, audit, questionari e confronto partecipato.
- Leggere le esposizioni: descrivere ciò che accade nell’attività concreta.
- Verificare le barriere: esaminare efficacia e tenuta delle misure tecniche, organizzative e formative.
- Attribuire la priorità: integrare criticità ed evidenze mediante ISS-A.
- Programmare e riesaminare: assegnare azioni, tempi, responsabilità e criteri di verifica.
Dallo screening alla decisione ISS-A
VIRA 2.0 separa ciò che espone dal funzionamento delle difese preventive, quindi collega il risultato alla profondità dell’analisi richiesta.
Tier 1: orientare
Lo screening produce classi di Esposizione (E1–E4) e di deterioramento delle Barriere (B1–B4). Il loro incrocio restituisce una criticità C1–C5.
Tier 2: comprendere
Le aree positive vengono analizzate con strumenti mirati. L’approfondimento spiega i meccanismi e sostiene la scelta delle misure; conserva separato l’esito ISS-A dello screening.
Tier 3: rispondere
Una domanda specialistica viene attivata in modo selettivo quando servono competenze cliniche, tecniche o analitiche ulteriori. Resta esterna all’indice ordinario.
| Esito | Significato operativo | Passo successivo |
|---|---|---|
| ISS-A 0 | Screening negativo nel quadro esaminato. | Sorveglianza ordinaria e riesame programmato, salvo diverso giudizio esperto. |
| ISS-A 1 | Positività che richiede comprensione mirata. | Tier 2 e definizione delle azioni sulla specifica area. |
| ISS-A 2 | Positività prioritaria. | Tier 2 prioritario e misure immediate coerenti con le evidenze disponibili. |
ISS-A indica l’esito dello screening e la priorità decisionale. Le classi C ordinano le criticità: non esprimono una probabilità di danno né una misura epidemiologica del rischio.
Che cosa rende solida la valutazione
Il nucleo del metodo è la triangolazione: fonti diverse vengono confrontate, qualificate e interpretate nel contesto. Audit e osservazione del lavoro possono essere integrati con documenti, indicatori, interviste, focus group, scala ERW, conoscenze ergonomiche e usabilità del software.
I segnali reattivi, classificati da SR0 a SR3, acquistano peso quando famiglie indipendenti convergono. Una singola segnalazione conserva valore informativo, ma richiede contestualizzazione.
Output utili all’azienda
- mappa delle priorità per area e gruppo;
- evidenze e qualità del dato chiaramente documentate;
- fattori da correggere e barriere da rafforzare;
- indicazione degli approfondimenti necessari;
- piano di miglioramento con responsabilità e tempi;
- criteri per verificare l’efficacia delle azioni.
Che cosa insegna un’applicazione sul campo
Il metodo è stato applicato in un’azienda tecnico-commerciale, filiale italiana di una multinazionale europea.
105
dipendenti
81
addetti al videoterminale
44
lavoratori in modalità ibrida
La lettura dello screening
Le priorità maggiori hanno riguardato le aree muscoloscheletrica e metabolica, entrambe in classe C4. Oculo-visivo e psicosociale sono risultate in C3.
L’integrazione con le evidenze ha prodotto ISS-A 2 per MSK, OV e MET e ISS-A 1 per PSY. Questa distinzione ha permesso di graduare tempi e profondità degli approfondimenti.
Le decisioni rese possibili
- intervenire su seduta, schienale, appoggi e periferiche;
- verificare illuminazione, riflessi e regolazione degli schermi;
- rafforzare micro-pause, movimento e alternanza posturale;
- approfondire carico, ruoli, feedback e usabilità dei sistemi digitali.
Uso corretto, confini e sviluppo
VIRA 2.0 è uno strumento ergonomico di supporto alla valutazione e al processo decisionale. La matrice E × B, le soglie e le classi C costituiscono una proposta sperimentale in corso di validazione; richiedono competenza, partecipazione e giudizio professionale.
L’applicazione descritta documenta fattibilità e utilità operativa in una singola organizzazione. Non dimostra capacità predittiva, generalizzabilità o rapporti causali. Le fasi di sviluppo comprendono calibrazione delle soglie, affidabilità tra valutatori e applicazioni multicentriche.
Riferimenti essenziali
- D.Lgs. 81/2008, Titolo VII e Allegato XXXIV;
- ISO 26800:2011, approccio generale all’ergonomia;
- ISO 9241-5:2024, requisiti ergonomici per il lavoro d’ufficio con videoterminali;
- ISO 9241-11:2018 e ISO 9241-110:2020, usabilità e principi di interazione;
- ISO 45003:2021, salute e sicurezza psicologica sul lavoro;
- Bisio e Santucci (2021), prima validazione della scala ERW.
Gli autori
Paolo Santucci
Medico specialista in Medicina del lavoro
Medico competente e formatore, autore di contributi dedicati alla salute e all’ergonomia nel lavoro al videoterminale.
Carlo Bisio
Psicologo del lavoro e delle organizzazioni
Ergonomo europeo Eur.Erg., consulente e formatore in ergonomia, fattori psicosociali e sicurezza.
Valutare il lavoro al videoterminale nella vostra organizzazione
Possiamo aiutarvi a definire il perimetro, raccogliere le evidenze e costruire un piano di miglioramento coerente con priorità, ruoli e tempi disponibili.
Approfondisci sul sito
Due esperienze applicative già pubblicate su Ergonomia Industriale.
Ergonomia posturale
Un caso di analisi ergonomica in una società con più di 1.000 impiegati.
Ergonomia nell’analisi del rischio stress
Un’esperienza di valutazione e gestione del rischio stress con approccio ergonomico.

